Pareggio di bilancio in Costituzione: approvata la modifica all'articolo 81, senza referendum!

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Approvazione in Senato del pareggio di bilancio: cosa significa? Cosa implicherà per la vita del nostro Paese l'impossibilità del deficit in un momento di forte crisi economica? Ecco le opinioni degli economisti Giacchè e Di Taranto (videointervista)

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Come ho anticipato nel mio post sui Premi Nobel contrari al pareggio di bilancio negli Usa, in Italia il disegno di legge sulla modifica dell’art. 81 implicante proprio l’inserimento del pareggio di bilancio nella nostra Costituzione, ha avuto il via libera definitivo dall’aula del Senato; con due terzi degli aventi diritto favorevoli (cioè 214 su 321), così da evitare il ricorso al referendum confermativo.

Approvazione avvenuta in un generico ignorare - nei mesi scorsi - ciò che stava per essere votato, e nella totale mancanza di un dibattito pubblico, nonchè politico (?), sull’argomento. Mentre si tratta di una modifica alla Costituzione che peserà in modo consistente sulle nostre vite.

E quindi… che cos’è il pareggio di bilancio?

La definizione vuole che il pareggio di bilancio si verifichi quando il debito pubblico in rapporto al PIL resta costante. Dunque con il nuovo punto costituzionale, detto in soldoni, si mira a far si che vadano in pareggio le spese e le entrate dello Stato e si impedisce costituzionalmente il deficit di bilancio dello Stato.

E a una lettura di superficie potrebbe nei propositi sembrare un buon piano, ma… cosa comporterà l’introduzione di questa novità a regolare la vita economica del nostro Paese?

Vi invito innanzitutto a guardare qui sotto il breve video nel quale il Prof. Giuseppe Di Taranto dell’Università Luiss si esprime in merito al pareggio di bilancio; tra le altre cose, egli lamenta la mancanza di informazione e dibattito sull’argomento e sottolinea il peso della Germania nella modifica della nostra Costituzione (non sono d’accordo con il Professore per ciò che concerne la sua valutazione del Fondo Salva Stati, ma trovo per il resto significativamente forte, sintetico e puntuale questo intervento).

 Mi rifaccio poi al blog Keynes, per citare l’interessante intervista all’economista Vladimiro Giacchè, attraverso la quale si può iniziare a comprendere quali potranno essere le nefaste conseguenze dell’introduzione del pareggio di bilancio in Italia.

Professor Giacchè, inziamo col provare a capire la base di questa riforma. Qual è la ratio del pareggio di bilancio in costituzione?

Il pareggio di bilancio, di fatto, sancisce l’illegalità del keynesismo.
Secondo Jhon Maynard Keynes, nei periodi di recessione, con la ‘domanda aggregata’ insufficiente, era lo Stato, tramite il deficit spending, a far ripartire l’economia. Secondo questo principio, il deficit si sarebbe poi ripagato quando la crescita fosse ripresa. Ora, impedendo costituzionalmente il deficit di bilancio dello Stato - se non per casi eccezionali e comunque per periodi di tempo limitati - tutto ciò sarà impossibile.
Da oggi il nostro paese abbraccia ufficialmente l’ideologia economica per la quale la priorità è evitare il deficit spending
, ossia che lo Stato possa finanziare parte della domanda indebitandosi.
Questa cosa può sembrare apparentemente ragionevole per paesi indebitati come il nostro, ma in realtà è assolutamente folle.
Così facendo si stanno replicando gli errori drammatici degli anni ‘30: quando ci si trova alle prese con la recessione, oggi come ottanta anni fa, accade che i privati investono meno. Ed è qui che sarebbe fondamentale un deciso intervento pubblico, con investimenti che facciano in modo che la ‘domanda aggregata’, cioè l’insieme dell’economia, aumenti, per ripresa. Questi effetti benefici, poi, si riassorbirebbero negli anni a seguire con effetti positivi sui conti pubblici. Ad esempio, con un maggior introito di tasse, il governo avrebbe avuto un rientro maggiore. Da oggi, invece, questo non sarà più possibile.  

Cosa significa questo per un paese come l’Italia?

Semplicemente che sarà impossibile mettere soldi nei settori che invece richiedono un forte investimento. Ad esempio nella cultura, nella ricerca o nelle infrastrutture ‘utili’…”.
[…]
“La questione è molto semplice. Il senso di questa riforma costituzionale è che se uno ‘vuole’ dei diritti, se li deve pagare. Non sarà più lo Stato a raccogliere risorse per i suoi cittadini”.

Qui per leggere l’intera intervista…

LINK UTILI:

Pareggio di bilancio: premi Nobel contrari! Ecco la lettera a Obama…

Costituzione italiana: modifica all’articolo 81, ossia arriva il pareggio di bilancio

Diktat dall’Europa: cambiare la Costituzione

 Fondo Salva Stati, Esm e dittatura economica: appello per la democrazia (Video di Lidia Undiemi)

FMI: pareggio di bilancio nel 2017 e i politici pensano alle Tv

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