Il Web nella politica italiana
Il viceministro del Welfare sul suo blog replica alle accuse e spiega le sue ragioni
Dopo tutte le polemiche della giornata intorno alle sue dichiarazioni, il viceministro al Welfare Michel Martone ha sentito la necessità di puntualizzare. Ottimo. Le sue dichiarazioni avevano il difetto di essere troppo generali. Avrebbe potuto spiegare meglio, anche se come abbiamo osservato qui, il suo curriculum politico dimostra la sua chiara condizione di privilegio. Leggiamo però quanto ha scritto sul suo sito:
Non pensavo di suscitare tali reazioni ma, visto il dibattito, ci tengo a chiarire che, con la mia dichiarazione di oggi, non mi riferivo a tutti quei ragazzi che per necessità, per problemi di famiglia o di salute o perché devono lavorare per pagarsi gli studi, sono costretti a laurearsi fuori corso.
Mi rivolgo piuttosto a tutti quegli studenti che, pur vivendo a casa con i genitori e non avendo avuto particolari problemi, si laureano "comodamente" dopo i 28 anni.
Dieci anni per una laurea quinquennale sono troppi. Soprattutto per un paese come il nostro nel quale il terzo debito pubblico del mondo si sta mangiando il futuro di intere generazioni.
Ce lo dicono tutte le statistiche: ci laureiamo troppo tardi e iniziamo a cercare lavoro troppo tardi.
Mentre, se vogliamo avere il futuro che ci meritiamo e contribuire al rilancio del nostro paese, è ora che anche i giovani cambino il passo prendendo esempio da tutti quegli studenti che con sacrificio si impegnano ogni giorno per laurearsi il prima possibile, magari con il massimo dei voti.
Per il resto, prometto in futuro di essere più sobrio ma sempre sincero.
Questo il contributo video integrale del mio intervento. Giudicate voi.
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alle 21:31
GLP
Sfigati anche quelli che per mantenersi agli studi debbono lavorare ed inevitabilmente
allungano i tempi? Questi politici improvvisati che sono scollati dalla realtà dovrebbero, dopo tali dichiarazioni ,dimettersi!!!