Il Web nella politica italiana
Sentimenti dalla base e poster taroccati
Scusate la gigantografia. Ma questo è cosa pensa una buona fetta della base della Lega a seguito del voto contro l'arresto di Nicola Cosentino. Se volete ricostruire la vicenda leggete qui. Questa mattina abbiamo anche ricordato a Umberto Bossi che la sua dichiarazione "La Lega non è mai stata forcaiola" non rispecchia esattamente la realtà, anzi.
Detto questo, quel che vedete sopra è un poster taroccato comparso in Rete. Per dire che la base è delusa dal voto di ieri e non condivide la libertà di coscienza sventolata dal leader.
Ecco cosa ha scritto Marco Cremonesi sul Corriere (da Dagospia):
«Uagliù, grazie assai!!!!! Evviva la Padagnia, evviva i Casalesi, evviva a munnezz!!! Grazie, grazie assaje Umberto!!!». Alla fine, rispetto all'indignazione leghista che trabocca sul web, l'ironia caustica di Nickolino è quasi una tenerezza. Così come il taroccamento del vecchio manifesto leghista: «Camorra ladrona, la Lega ormai perdona». Su Facebook, su Radio Padania, sui forum non ufficiali del Carroccio (quelli ufficiali non esistono più da parecchi mesi), i militanti sconcertati esprimono il sentimento prevalente del popolo padano: la rabbia.
Uno per tutti, Alsesto22: «Provo sdegno, vergogna, fastidio, rabbia. Sono stato preso per i fondelli per anni da questi capoccia leghisti che nella nostre piazze condannano Roma Ladrona e poi fanno queste porcate. Mai più. Mai più».
Molti dei commenti, semplicemente, non si possono riportare. Infrangono l'ultimo tabù, la malattia del «Capo». Molti imputano a quella la scelta sul caso Cosentino che ha gelato il Carroccio «di territorio». Altri, più semplicemente, a Berlusconi: «Bossi ha di nuovo ceduto, dimostra di avere degli scheletri nell'armadio e significa anche che pensa di ritornare ad allearsi con il Pdl. Con il bene che gli voglio, da sempre, è giunta l'ora che si faccia da parte, lui e il Trota, per il bene della Lega».
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