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Social Media Week e informazione 2.0: parlano De Bortoli, Gomez e Gabanelli

Lunedì 19 Settembre 2011, 10:27 in Politica 2.0 di

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Oggi inizia la Social Media Week di cui abbiamo parlato stamattina su Blogger senza frontiere. Questa mattina siamo alla Sala Buzzati del Corriere della Sera a Milano per seguire l'incontro "L'informazione pret-à-porter". Ospiti Ferruccio De Bortoli (Corsera), Paolo Liguori (Tgcom), Peter Gomez (Il Fatto), Lillo Tombolini (La 7), Milena Gabanelli (Report), Justin Kan (Justin.tv), Luca Sofri (Il Post) e Gianroberto Casaleggio che affrontano il tema della rivoluzione dell'informazione nell'era dei nuovi media

 

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10.42: Ferruccio De Bortoli spiega il senso dell'uso di twitter e dei social media nel Corsera che deve essere "una casa di vetro" per i lettori, trasparente. Un giornale aperto alle critiche e ai contributi dall'esterno perché il giornalismo deve essere protagonista e consapevole del proprio ruolo anche con mezzi diversi.

10.52: Gianroberto Casaleggio, la mente che si nasconde dietro il blog di Beppe Grillo, spiega che il contenuto in Rete è importante. Ma vale prima di tutto la credibilità e la popolarità di chi produce quei contenuti. 

Peter Gomez spiega che il Fatto è un giornale di carta che nasce sulla rete. Tutto era nato con Voglio scendere, il blog di Gomez e Travaglio con 40mila utenti unici al giorno. Hanno ricevuto 30mila sottoscrizioni dai lettori e con questi hanno fondato il giornale. Spiega che il fatto online si ispira all'Huffington Post ed è il primo sito in Italia e i Europa per numero di fan su Facebook - oggi sono oltre 600mila. Circa il 25% del traffico arriva da facebook. E i social media diventano ancora più importanti visto che l'indicizzazione sui motori di ricerca "è ancora scarsa".

La comunità online contribuisce a fornire le notizie e circa l'8-10% viene verificato poi sviluppato sul sito. Oggi il fatto è il quarto giornale online. L'ambizione è fra due anni di avvicinare Corriere e Repubblica, nonostante ci siano "meno soldi e meno possibilità tecniche". A differenza degli altri quotidiani "crediamo di avere la libertà assoluta". E questa è la credibilità della testata e il valore aggiunto. 450 blogger "che vogliamo fare salire a 1000" per portare dei punti di vista in comune tra persone di credo politico diverso. 

11.04: Luca Sofri. Spiega che l'elemento rilevante del successo del Fatto è la dipendenza dall'antiberlusconismo. Se il giornale decidesse di solcare altre strade sarebbe un grosso rischio editoriale. Sull'affidabilità andiamo verso un'offerta di informazione ricca ma confusa, anche in termini di credibilità. Bisogna capire che non tutto quello che leggiamo è vero o ci disegna la realtà suil mondo. Spiega che Il Post intende selezionare e proporre qualità dei contenuti.  

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11.20: Paolo Liguori : il TgCome è il primo sito di informazione che non deriva da un giornale. Deriva dalla tv ed è legato alla tv, ma è un rapporto scelto dal TgCom perché non è la sua trasposizione automatica. Dopo 10 anni di TgCom è convinto che internet non sia un mezzo ma una tecnologia che in sè è fonte di grande evoluzione. Prima della fine di quest'anno il TgCom sarà il marchio di un programma di informazione "meticcio" che avrà un canale nella tv digitale come skytg24, il sito e da lì la scelta di quanto circolerà sui mobile device. Un marchio che ha una sua forza e integra tutti gli strumenti della tecnologia. Il lavoro è stato di convincere i giornalisti a costruirlo con sistemi editoriali che potessero competere su tutte le piattaforme. Secondo uno studio americano l'80% dei video di youtube sono riproduzioni e "cloni" di video già conosciuti. 

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11.34 Milena Gabanelli per produrre contenuti ci vuole tempo e il tempo è incompatibile con il mezzo. Sull'umiltà di rapportarsi coi lettori: quando si ricevevano lettere si rispondeva a quello che interessava. Alle mail invece oggi " e non si sa perché, bisogna rispondere". E si lamentano perché "se tu rappresenti il paladino della giustizia, si aspettano che tu sia diversa". Ma "o leggi le email o lavori". Prima c'era il forum di Report, ma è stato chiuso perchè "era diventato un puttanaio": commentatori che scrivevano alla redazione di non essere libera se non dedicava spazio al signoraggio bancario e alle scie chimiche, ad esempio. Aprire un forum implica che qualcuno se ne deve occupare.

Sul tema della privacy e dei social network: come fanno a camparci chi mette a disposizione gli strumenti del social media? Gli investitori di certo non possono pensare di perderci. Quindi cosa ne sarà degli oltre 500milioni di profili che finiranno - forse - in borsa e di certo sul mercato? Report ha dedicato una puntata a questo argomento e in rete si è scatenata la bagarre per avere aumentato diffidenza nei confronti dei social media, in un paese dove la banda larga e internet non sono diffusi quanto dovrebbero.

In sostanza, velocità e approfondimento sono inconciliabili. Altrimenti siamo soltanto con pillole di informazione. Per questo il mezzo è uno strumento. 

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11.58 Lillo Tombolini: per l'approfondimento c'è bisogno di soldi. Siamo all'inizio di un processo di trasformazione sull'informazione. "Testa aperta" e l'umiltà di ricominciare ogni giorno da capo. 

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2 commenti
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19 Set 2011
alle 12:33

simo

sai se c'è lo streaming da qualche parte?

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19 Set 2011
alle 12:33

simo

cavoli mi sono perso il tavolo più interessante :(

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