Il Web nella politica italiana
Ieri su Blogger senza frontiere abbiamo parlato della delibera dell'Agcom che prevede la cancellazione dei contenuti su Internet che non rispettino il copyright. Dal 6 luglio sarebbe applicabile "a tutti i siti, i portali, i blog, gli strumenti di condivisione di file in rete, le banche dati, i siti privati che siano sospettati di contenere anche un solo file in grado di violare il diritto d'autore". Oggi abbiamo intervistato Luca Nicotra segretario di Agorà Digitale, organizzazione determinata a fermare la delibera. Ecco cosa ci ha detto:
Dopo la Carlucci, D'Alia e altre proposte di bavaglio dal mondo della politica, arriva la delibera Agcom. Perché proprio ora?
Internet è una breccia nel sistema dell'informazione, che, man mano assume maggiore influenza nel formarsi della pubblica opinione diventa scomoda per il potere, abituato ad un ecosistema dell'informazione più docile e controllabile, come il vecchio sistema radiotelevisivo. La delibera Agcom è frutto quindi di questa spinta a cui è necessario contrapporsi con forza.
Rispetto al contesto generale di questi anni, c'e' ora un'accelerazione nel tentativo di portare a casa questo tipo di provvedimento anche a causa dell'instabilità politica del Governo, che probabilmente potrebbe non garantire ancora a lungo un sostegno così forte agli attuali monopolisti dell'informazione
Quali sono i punti più critici della delibera?
Agorà Digitale, assieme a molte associazioni di categoria e dei consumatori, contesta alla radice la delibera. Un'autorità amministrativa, qual'è l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni non può intervenire in una materia che tocca così a fondo diritti fondamentali quali la libertà di espressione o il diritto di accesso alla conoscenza. Per questo motivo fin dall'inizio abbiamo chiesto uno stop della delibera, spingendo allo stesso tempo il parlamento a riformare una legge vecchia di 70 anni.
La delibera segna un punto di svolta rispetto al passato sul tema del diritto d'autore? E come sarà affrontato dopo il 6 luglio?
Sì. Un punto di svolta repressivo, purtroppo. In nessun paese occidentale è mai stato introdotto un sistema pervasivo di censura di contenuti e siti web per via amministrativa. Usando le parole che ci ha detto il Presidente di Agcom, Corrado Calabrò, "saremo un esperimento". Purtroppo un esperimento che rischia di gettare il sistema dell'informazione italiana in un baratro senza fondo.
Cosa state organizzando per la mobilitazione?
L'elemento eccezionale della Rete è la varietà di iniziative auto-organizzate che si sviluppano di continuo e che stiamo tentando di raccontare su www.agoradigitale.org/nocensura. In questi giorni siamo riusciti a far muovere i primi passi alle istituzioni, ai parlamentari e ai partiti. È importante continuare in questa direzione. Ma abbiamo in mente anche un grande evento, che possa raccontare all'opinione pubblica l'incubo in cui ci stanno per gettare. Solo una consapevolezza diffusa può avere degli effetti duraturi nel preservare la libertà della Rete.
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