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Roberto de Mattei, ecco perché non si dimette: Piergiorgio Odifreddi sul voto di Maiani e il consiglio del Cnr

Mercoledì 30 Marzo 2011, 09:36 in La legge di Internet, Politica 2.0, Regole di Palazzo di

Piergiorgio Odifreddi spiega le ragioni interne al Cnr per cui Roberto de Mattei non si dimetterà. Infatti tiene in scacco anche il presidente Luciano Maiani. L'intervista

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Continuiamo ad approfondire il caso de Mattei con alcuni scienziati. Ieri abbiamo intervistato Marco Ferraguti (Università degli Studi di Milano) e oggi sentiamo la voce di Piergiorgio Odifreddi, matematico e divulgatore scientifico. 

Come leggiamo sul suo sito, dal 1983 al 2007 ha insegnato logica presso l'Università di Torino, e dal 1985 al 2003 è stato visiting professor presso la Cornell University, dove ha collaborato con Anil Nerode, Richard Platek e Richard Shore. È anche stato visiting professor presso l'Università di Monash di Melbourne nel 1988, l'Academia Sinica di Pechino nel 1992 e nel 1995, l'Università di Nanjing nel 1998, l'Università di Buenos Aires nel 2001 e l'Italian Academy della Columbia University nel 2006.

Il suo principale campo di ricerca è stata la Teoria della calcolabilità, che studia potenzialità e limitazioni dei computer. In tal campo ha pubblicato una trentina di articoli, e il libro in due volumi Classical Recursion Theory (North Holland Elsevier, 1989 e 1999), che è diventato un testo di riferimento sull'argomento.

Professor Odifreddi, un commento sulle dichiarazioni a Radio Maria.

Ne ho scritto sul blog di Repubblica, conosco Roberto de Mattei. L'ho incontrato in occasione del precedente scandalo sul workshop antievoluzionista, da cui uscì anche un volume in cui sosteneva che i dinosauri sarebbero spariti "alcune migliaia di anni fa". Mi pare che le esternazioni su Radio Maria siano perfettamente in linea con il personaggio. Per un fondamentalista cristiano non è così insolito sostenere quelle posizioni. Ricordo ad esempio che il cardinal Ersilio Tonini aveva definito lo tsunami del 2004 «vampata provvidenziale », «sfolgorio di luce », «momento di grande purificazione », «occasione che Dio ci offre per cambiare mentalità », e addirittura di «tragica bellezza di questo momento».

Tonini quanto meno è un cardinale, De Mattei invece è uno storico del Cristianesimo che sta alla vicepresidenza del Cnr.

Il direttore del Cnr Luciano Maiani ha pubblicato sul sito una nota che è stata  interpretata come presa di distanza da quanto espresso. Tuttavia, è più simile a un'apologia della libertà d'espressione di de Mattei. Cosa ne pensa?

Il fatto è che de Mattei e Maiani fanno parte del Cda del Cnr, un organo ristretto in cui si vota a maggioranza. Maiani, scienziato di fama internazionale ed ex direttore del Cern, in cda ha un solo voto di maggioranza che è proprio il voto di de Mattei. Quindi non può permettersi di scaricarlo. C'è da dire inoltre che la nomina di de Mattei è politica. Maiani comunque, nella nota sul sito, fa quasi un appello alla libertà d'opinione.

Quindi non prende le distanze da quanto espresso da de Mattei in veste di vicepresidente del Cnr.

E' una posizione compromissoria in cui non sono coinvolte le opinioni del Cnr ma quelle individuali. Il problema è che questi organi sono di nomina politica mentre dovrebbero essere di nomina accademica. Allo stesso modo il vicepresidente del Cnr dovrebbe essere eletto dall'accademia o da un comitato di scienziati. Al contrario, de Mattei è in quota Berlusconi: infatti l'atto di nomina del primo mandato risale al 2004 su proposta diretta di Letizia Moratti, ex ministro dell'Istruzione che aveva cancellato l'insegnamento della teoria dell'evoluzione dai programmi scolastici delle scuole. 

Crede che dopo le polemiche di questi ultimi giorni de Mattei si dimetterà?

No. E' completamente impermeabile alle critiche e posso testimoniare che non gliene può fregare di meno. In fondo non sarebbe nemmeno giusto che alcune migliaia di firme fossero determinanti per le sue dimissioni, anche se pure io online ho ricordato la petizione. Non sono favorevole ai voti di piazza affinché lasci l'incarico. E' il governo che dovrebbe ritirare la fiducia, ma è utopistico che lo faccia. 

Quindi de Mattei non lascerà.

Non penso che decida di dimettersi spontaneamente. Dal punto di vista formale dovrebbe essere sfiduciato dal Cda che l'ha votato, ma sta nella maggioranza di questo consiglio e chi lo compone sarebbe contrario. Dubito che ci sia qualche risultato anche se i blog, le radio e gli articoli che si occupano del caso hanno un ruolo importante per risvegliare consapevolezza e autocoscienza.

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