Gheddafi, Al Qaeda droga i ribelli: Libia nel caos, feriti uccisi negli ospedali

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Sono i giorni del dramma in Libia, terra degli orrori e di morte. Questa mattina su SkyTg24 ascoltavo la testimonianza di Lorenzo Canova, critico d’arte, che chiamava dal teatro degli scontri: spiegava che le milizie di Gheddafi entrano negli ospedali e uccidono i feriti, obbligando le famiglie a firmare un foglio in cui riconoscono che i parenti sono stati uccisi dai ribelli. Ormai manca ovunque il sangue per le trasfusioni e il governo blocca gli aiuti esterni. Centinaia di delatori sono stati uccisi, le famiglie dei rivoltosi vengono prese d’assalto e sterminate, le donne violentate.

Gheddafi intanto è rinchiuso nel suo bunker circondato da una decina dei suoi uomini e poco fa ha pronunciato in diretta al telefono il suo discorso alla nazione, trasmesso dalla tv di stato. Ha spiegato con voce concitata e incalzante, che i ribelli sono drogati da Al Qaeda e ha invitato le famiglie a scendere nelle strade e a riprendersi i propri ragazzi, a riportarli a casa, lontani dalle menti perverse di chi li vuole rivoltosi nel proprio paese. I morti, intanto, vengono sepolti come mostra il video amatoriale sotto diffuso dal sito web onedayonearth.

Gheddafi minaccia di chiudere il flusso di petrolio e nell’est pare che i pozzi siano stati presi da gruppi di fondamentalisti. Il caos è totale, con oltre 10mila morti e 50mila feriti. Numeri, purtroppo, destinati ad aumentare vista la ferocia con la quale il regime sta reprimendo la rivolta. 

L’agenzia missionaria Misna inoltre riporta quanto dichiarato da Sliman Bouchuiguir, segretario generale della Lega libica per i diritti umani, affiliata alla Federazione internazionale dei diritti umani (Fidh), che ha citato una fonte medica di uno degli ospedali della capitale della Libia contattata per via telefonica dalla Svizzera, dove ha sede la Lega. Bouchuiguir ha riferito che ”esponenti dei comitati rivoluzionari al soldo di Muammar Gheddafi hanno fatto irruzione negli ospedali di Tripoli e hanno ucciso i feriti, quelli che avevano manifestato contro il regime. Hanno portato via i cadaveri, per farli scomparire, forse per bruciarli, perché sanno che si stanno avvicinando giornalisti stranieri. I medici, che si sono opposti, sono stati minacciati. È avvenuto ieri e l’altro ieri”.

La disperazione nel paese è crescente. Come il numero dei morti. 

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