Il Web nella politica italiana
"Ci bastonano senza pudore ormai. E sono ben consapevoli che scatterebbe la rivolta sociale, per cui è meglio stare zitti". La Rete, come ha scritto anche Cristina Maccarrone su Walkonjob sta diffondendo a ritmo vertiginoso la dichiarazione di Antonio Mastrapasqua, presidente dell'Inps, che a margine di un convegno ha detto: "Se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale".
Questo è o sarà a breve un fatto politico che, lungi il catastrofismo apocalittico, causerà sommosse di piazza. I contributi degli iscritti alla gestione separata dell'Inps nella quale rientrano, fra gli altri, collaboratori a progetto e liberi professionisti stanno pagando contributi per ripianare i buchi dell'istituto di previdenza e pagare le pensioni di oggi. Ovvero di chi, prima della riforma, era a regime retributivo. I sindacati difendono i loro iscritti e tacciono sulla dichiarazione di Mastrapasqua. Noi abbiamo approfondito lo scenario insiema ad Anna Soru, Presidente di Acta, Associazione Consulenti Terziario Avanzato.
"La situazione è drammatica per tutti quelli iscritti alla gestione separata, sia collaboratori che partite Iva", spiega Anna. "In qualche modo siamo tutti precari".
Cosa pensi delle dichiarazioni di Mastrapasqua?
Ha confermato quello che diciamo da sempre. Ma credevamo che quanto meno sopravvivesse ancora il pudore.
E' sorprendente che nessuno reagisca. Non c'è la consapevolezza di quello che spetta con la gestione separata. Nei mesi scorsi abbiamo fatto una campagna per richiedere l'invio della busta arancione(che fornisce una proiezione annuale della pensione totale maturata da ogni lavoratore, ndr) ai liberi professionisti. Anche Sacconi aveva garantito l'invio a giugno, ma non si è visto nulla. Poi è arrivata la smentita dell'Inps che non prometteva più le proiezioni ma il conteggio di quanto era stato versato.
L'Inps ha comunicato infatti di fornire user e password per verificare online i contributi versati.
Anche questa strategia è solo un deterrente per insabbiare l'informazione. Tanti per pigrizia non vanno sul sito, ma aprono la posta che arriva a casa. E ripeto, le informazioni che vengono fornite dal sito sui contributi versati non sono leggibili in termini pensionistici.
I sindacati hanno reagito?
No, non hanno fatto nulla. Difendono i tesserati, chi è già in pensione o chi deve andarci. E che ha la gestione separata e ricade nel sistema contributivo generalmente non è iscritto.
Quindi a chi rivolgersi?
Acta sta valutando cosa fare, certamente useremo la Rete. Mastrapasqua sa benissimo che scoppierebbe la rivolta sociale se i lavoratori fossero informati. La proposta di Cazzola e Treu vuole modificare in senso migliorativo la riforma delle pensioni. Il fatto è che hanno risolto il problema del bilancio dell'Inps nelle nostre tasche. Non puoi chiedere il 26% di contributi se in cambio riceverai una pensione ridicola.
La riforma delle pensioni è stata il punto di rottura.
Sì, il nostro sistema è passato da retributivo a contributivo. Adesso è proporzionale a quanto hai versato, ma i coefficienti sono molto bassi e la rivalutazione è legata al Pil, peggiorato ora con la recessione. Per intenderci, anche se hai versato una cifra cospicua, la pensione lorda sarà intorno al 40% dell'ultimo reddito, nel peggiore dei casi al 30%.
Quindi tutti i lavoratori della gestione separata condividono lo stesso futuro pensionistico.
Sì. In particolare, tutti gli iscritti alla gestione separata rientrano nel regime contributivo. Negli anni Novanta, ai tempi della riforma, si pensava a un meccanismo per frenare la spesa pensionistica. Il risultato è che chi lavorava allora ha scaricato i costi sui lavoratori di oggi. I primi col nuovo regime andranno in pensione intorno al 2030. Quindi non fanno notizia e sono ancora meno numerosi, nonostante il trend in ascesa.
Negli altri paesi i lavoratori a gestione separata, però, riescono a fare proiezioni.
Sì, tutto è cominciato nei paesi del Nord. Sarebbe civile informare i lavoratori che almeno potrebbero pensare a una pensione integrativa. Certo, ma maggior parte non se lo può permettere visto che versa all'Inps il 26% dello stipendio.
In tanti hanno proposto in Rete di non pagare più i contributi.
Non è facile. Le multe sono carissime. O smetti di lavorare o paghi.
x' hai vari commenti che ho letto non c'è la risposta, chiara e precisa, a seguire, dell'inps? (di quella di un ministro mi fido meno).- parlarne tra noi, senza l'interlocutore preposto, mi pare inutile, non ci leggeranno mai e tanto meno risponderanno.-ciao a tutti.-
Ciao a tutti! Mi occupo di questo argomento ogni giorno. Chi avesse interesse ad avere info per soluzioni alternative, può contattarmi tramite e-mail.
Ciao a tutti! Mi occupo di questo argomento ogni giorno. Chi avesse interesse ad avere info per soluzioni alternative, può contattarmi tramite e-mail.
A me non sembra normale per una donna come me commerciante (ditta individuale) lavorare 40 anni versando i contributi, non avere nè malattia nè maternità nè coi tempi che corrono la possibilità di assumere un aiuto, portare a casa per 40 anni uno stipendio al pari di una barista part-time apprendista, e poi ritrovarmi a 61 anni con la vita logora e 500 € di pensione al mese. A questo punto smetto di lavorare, conviene...Noi donne autonome SOLE oltre al lavoro 8 ore al giorno dal lunedi' al sabato, non abbiamo nemmeno il diritto di stare male o fare un figlio, perchè non ci aiuta nessuno. Se al lavoro non ci puoi andare affari tuoi, quindi ci vai anche con 40 di febbre o una gravidanza al non mese inoltrato con i dolori che ti viene da piangere. A parere mio il gioco non vale la candela....
mi risulta siano buttati via, bensì che siano liquidati a parte rispetto alla gestione ordinaria. Anche io ho 3 anni di contributi sulla separata e mi risulta che avrò 38 euro al mese di pensione supplementare calcolata con il sistema contributivo, dopo che sarò andata in pensione con quella ordinaria. Se vuoi vedere la tua situazione, scarica il programma Carpe dal sito dell'INPS, dopo aver chiesto il PIN, e automaticamente la potrai consultare.
Da quanto ho letto penso si parli solo di coloro che hanno sempre lavorato come parasubordinati. Io ho lavorato per anni come subordinato, poi ho lavorato per 3 anni come cocopro. Mi è stato detto che se non raggiungo i 5 anni come parasubordinato, questi contributi non verranno mai riconosciuti, perchè non possono essere aggiunti ai contributi pagati come subordinato, in quanto hanno la gestione separata. Questo significa che ho "sbattuto via" 3 anni di contributi e 3 anni di anzianità lavorativa. Ancora una volta grazie ai nostri governanti!
che dire? i nostri legislatori così attenti al merito ed all'equità ,hanno dimenticato che tutti i parlamentari dal 48 ad oggi ,hanno bisogno solo di più della metà della legislatura....,capito perchè le elezioni si terranno non prima di marzo 2010,per maturare il diritto al "vitalizio" a cui le misere pensioni ,di noi pecore da tosare non possono, nemmeno sognare di assomigliare..e parlate di equità e contribuzione...ma senza soldati i generali le guerre non le possono fare.Lo sanno questi signori?
Sulla base del tasso d’inflazione e delle leggi vigenti, l’INPS ha provveduto ad aggiornare per l’anno 2010 i valori della contribuzione dovuta dai soggetti iscritti nella gestione IVS, prevista per coloro che esercitano attività artigianali e commerciali; quest’ultimo termine va inteso nel senso più ampio, finendo per ricomprendere quasi tutte le figure imprenditoriali.
Il minimale annuo, e cioè il livello minimo di reddito d’impresa su cui calcolare i contributi, è pari a € 14.334,00, eventualmente da rapportare alle mensilità effettive nell’ipotesi di attività interrotta o avviata in corso d’anno.
L’aliquota da applicare è pari al 20% per imprenditori e coadiuvanti; se questi ultimi hanno meno di ventidue anni, l’aliquota scende al 17%. Agli iscritti nella sezione commercianti si aggiunge inoltre un’aliquota aggiuntiva dello 0,09%, e a tutti gli iscritti è aggiunto un contributo aggiuntivo di maternità pari a € 0,62 mensili.
Sul reddito che eventualmente eccede il minimale si applicano le stesse aliquote (17% e 20% per gli artigiani, 17,09% e 20,09% per i commercianti) fino alla soglia di € 42.364,00; oltre tale limite l’aliquota cresce per tutti di un punto percentuale.
imho, si tratta di 7 punti in meno di differenza fra commercianti/artigiani e iscritti a gestione separata, che comunque comporterà pensione inferiore per chi paga meno
dovrebbe essere fatta un'attenta disamina per porre la questione e lottare tutti per trattamenti e benefici uguali
Roberto, quello che lei non calcola è che al dipendente è l'azienda a pagare i 2/3 dei contributi INPS, e il dipendente di tasca sua paga solo 1/3, mentre il lavoratore autonomo in gestione separata (parasubordinato) deve pagare tutto da sé, e questo a me sembra tutto tranne che equo e corretto.
Perché crede che le aziende si rivolgano sempre di più a questo tipo di "contratti"? Ovviamente, perché a loro conviene! All'autonomo no, però.
Senza contare che in gestione separata non c'è nemmeno la malattia. Le pare ancora equo?
(Attenzione: stiamo parlando di autonomi non ordinistici, quindi per es. di informatici e traduttori, non di avvocati, notai e architetti, né dei commercianti e artigiani, che hanno le loro casse e pagano circa la metà rispetto all'aliquota della gestione separata INPS!).
facendo quattro conti, se sono abbastanza lucida a quest'ora, dovremmo spiegare ai bambini delle elementari che se da grandi guadagneranno 20.000 euro l'anno, versando contributi pari al 26% per 30 anni, avranno un montante di 156.000 euro, che al coefficiente del 5% farà corrispondere una pensione di 7.800 euro l'anno e cioè 650 euro al mese. Certo, non tutti sono portati in matematica e avranno bisogno di consulenti e patronati per fare questa operazione.
ma che fesserie...con il sistema contributivo tutti i lavoratori,qualsiasi sia la forma contrattuale,sono praticamente equiparati,non c'entra nulla dipendenti o parasubordinati o chissa cosa...tutto dipende dal livello retributivo e dal tasso contributivo.Anche i lavoratori dipendenti con il contributivo prenderanno meno rispetto a cosa avrebbero preso con il vecchio sistema...ed é giusto cosi'...ognuno prenderà in base a quello che avrà versato in tutta la vita lavorativa e in base all'età in cui andrà in pensione e quindi in base all'aspettativa di vita in quel momento.E' un sistema equo e piu' corretto rispetto al retributivo.
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alle 19:41
Elena
Per conoscenza. Alla richiesta del perché fosse sparita la possibilità di visualizzare online il calcolo dei contributi versati e dell'eventualità di un ripristino del sistema ho ricevuto da parte dell'Inps questa quanto mai vaga risposta ( dicembre 2010 ). Ma quanto sono gentile ... NO COMMENT
Gentile utente,
con riferimento alla Sua richiesta con numero di protocollo
INPS xxx del 28/12/2010 11.51.09, Le comunichiamo
quanto segue:
Gentile utente,
La informiamo che al momento non e' previsto il ripristino del servizio.
Cordiali saluti.
La ringraziamo per aver utilizzato il servizio INPSRisponde, non esiti a
contattarci per ulteriori richieste.